Proclamati i vincitori del Reggio Film Festival 2018

Premio Giuria Internazionale:
Heyvan di Bhaman Ark (Iran, 15′).
Motivazione: «L’uomo che si fa animale per oltrepassare un confine è un’idea forte che rimane addosso. Compatto e coerente, cattura nel raccontare una solitudine brutale che non trova riscatto in nessun altrove».

Menzione speciale:
Romantik di Mateusz Rakowicz (Polonia, 22′).
Motivazione: «L’odissea lunga una notte di un polacco a Parigi diverte, ma il doppio fondo è amaro: essere clandestini è una parte di ognuno di noi».

Premio Giuria Popolare:
Buffet di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis (Italia, 18′).

Premio Giuria Popolare – Sezione Family:
Moroshka di Polina Minchenok (Russia, 7′ 46”).

Premio Diversi/Uguali – La differenza è creativa:
La morte è una livella di Bettina Zironi.
Motivazione:  «per la capacità di raccontare con ironia e originalità il tema, per la sapienza nel raccogliere con la macchina da presa i movimenti delle persone e l’autenticità dei gesti quotidiani, mettendo insieme provenienze e differenze».

Premio miglior cortometraggio della giuria SNCC :
Belle à croquer di Axel Courtière (Francia, 15′).
Motivazione: «per l’originalità con cui è trattato, tramite il tema del cannibalismo, l’incontro-scontro tra carnivori e vegetariani/vegani. Una favola nera lieve e ironica che rende omaggio alla settima arte a partire dalle sperimentazioni avanguardistiche del cinema muto, fino alla più recente imagerie di Jean-Pierre Jeunet. Un colorato divertissement che dà prova di una buona consapevolezza linguistica nel saper miscelare attori in carne e ossa e inserti di animazione».

Menzione speciale
Gridlock di Ian Hunt Duffy (Irlanda, 20′).
Motivazione: « per la capacità di mettere in scena un thriller asciutto, essenziale, in grado di catturare gradualmente l’attenzione dello spettatore, in un crescendo di tensione emotiva (molto efficace il senso di claustrofobia, anche se i protagonisti si trovano all’aria aperta) che si conclude con un coup de théâtre fortemente spiazzante».

Premio Laicità:
Evil Deeds di Piotr Domalewski (Polonia, 24′).
Motivazione: «per il limpido equilibrio col quale il film, in un ambiente ordinato e impersonale, tiene assieme la probabile deriva di un adolescente, le sue non sopite preoccupazioni etico-religiose e la scoperta dell’umana pietà».

Premio Chierici:
M.A.M.O.N. di Alejandro Damiani (Uruguay/Mexico, 5′).

Menzione speciale:
Je ne veux pas mourir di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti (Italia,7′).

Premio Sound a:
Be My Rebel di Virgil Widrich (Germania, 3′ 45”)

Premio Energee3 ex-aequo:
Cuánto. Más allá del dinero di Kike Maíllo (Spagna, 18′)
e Compatible di Pau Bacardit (Spagna 15′).

Premio USAC:
Magic Alps di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi (Italia, 14’ 45’’).
Motivazione: «per il modo con cui viene umanizzata una questione globale e per la capacità di mettere il cinema al servizio delle emozioni del pubblico».

Menzione speciale:
Irgendwer di Marco Gadge (Germania, 14’ 30’’).
Motivazione: «per l’efficacia con cui -mediante una narrazione declinata sia al passato che al presente- viene dimostrato quanto una singola azione possa avere effetti senza tempo».

Menzione Speciale dello staff del Reggio Film Festival:
Quick’n’Clean di Maria Neheimer (Germania, 13’).

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