La Giuria Internazionale del Reggio Film Festival 2025, composta da Eleonora Giovanardi,
Nicola Bassano, Roberto Curti, Adrien Lhommedieu e Christophe Fustini ha assegnato il
Premio al miglior cortometraggio a tema Proibito a

I hate Helen di Katie Lambert (UK)
per la precisione, il tono e contemporaneamente la leggerezza con cui viene trattato il tema del proibito
anche in un’ottica di inclusività. Per l’ottima coerenza tecnica dall’inizio alla fine, in particolare per
l’uso della fotografia. Per la struttura narrativa non convenzionale. Per l’interpretazione di tutte le
attrici: misurata, comica e reale e che genera una naturale empatia nel pubblico.
Il Premio Giuria Popolare, assegnato dal pubblico presente in sala nel corso delle serate di
proiezione dei corti, è andato a
Hardcore di Francesco Barozzi (Italia)

Il premio attribuito dalla giuria del SNCCI gruppo Emilia-Romagna, composta da Gianpiero
Ariola, Giorgia Fassiano e Gianluca Stanzani, viene assegnato al francese

Jour de vent di Chailloux, Kim Crespin, Golfouse, Lab, Taillez e Truding (Francia)
un inno alla dinamica del cambiamento, dove la leggerezza ascensionale del movimento agisce da metafora per la possibilità di nuove, inattese rinascite. Il corto colpisce per la sua potenza trasformativa, capace di estrarre da gesti semplici un gioioso riassetto emotivo in forma di danza aerea, lieve e vibrante. Attraverso uno stile brioso e delicato, reso da splendidi toni acquerello e colori pastello, i registi orchestrano il caos giocoso di una giornata ventosa in una vera e propria sinfonia di leggerezza.
La giuria ha altresì assegnato una menzione speciale a
Such a lovely day di Simon Woods (UK)
per la capacità di raccontare quanto le apparenze possano ingannare e la normalità nascondere ombre profonde. Grazie a una regia consapevole e a interpretazioni di straordinaria finezza, il corto rivela con rara sensibilità la tensione e la fragilità che si celano dietro un’apparente serenità. Il corto colpisce per la sua misura stilistica e profondità emotiva, amplificate dalla straordinaria performance del giovane protagonista, capace di restituire con verità l’innocenza ferita che attraversa la storia.
Il Premio Sostenibilità HERA, assegnato al cortometraggio che si distingue per le tematiche ambientali, è stato assegnato a
Les écos-blasés di Laura Ghazal (Francia).

Premio Miglior Fotografia, proposto in collaborazione con Blueshape.
Such a lovely day di Simon Woods (UK)

Il Premio Visioni Interculturali, assegnato al corto che meglio racconta il dialogo fra mondi diversi
e attribuito grazie alla collaborazione con il Centro Interculturale Mondinsieme, è andato ad
Ashianeh di Sayed Ali Hashemi (Iran)

attraverso questo corto, il regista ha voluto presentare la fotografia di un tema societale molto forte che è quello della resilienza delle donne immigrate e delle persone migranti in generale, mostrando come la scolarizzazione possa essere un ponte potente verso l’integrazione, pur senza nascondere le difficoltà di adattarsi a un Paese e a una cultura respingenti.
menzione speciale a
Black Scarf di Ali Reza Shah Hosseini (Francia)

ci ha colpito per la forza con cui ribadisce l’importanza della scolarizzazione per tutti, senza distinzione di genere. Il film mostra come l’accesso all’istruzione apra la mente e permetta di sognare un futuro diverso da quello imposto dagli altri, mettendo in contrasto questo slancio di libertà con una società ancora profondamente radicalizzata. Nonostante le barriere, Black Scarf ricorda che non bisogna smettere di tentare: per qualcuno il riscatto è possibile, soprattutto quando esistono il sostegno e l’aiuto di chi crede in un cambiamento.
Premio Laicità, attribuito d’intesa con l’associazione Iniziativa Laica al corto che affronti nel modo più efficace il tema della laicità è andato a
The man who could not remain silent di Nebojša Slijepčević (Croazia-Francia)

Nell’indifferenza di alcuni e di fronte all’indignazione ignava di altri, solo un uomo ha il coraggio di opporsi alla violenza di un’organizzazione paramilitare che controlla i documenti dei passeggeri di un treno e fa domande per determinare, in base al cognome o all’identità religiosa, quale passeggero può proseguire il viaggio e chi invece è destinato a morire. Nel corto il regista fa riferimento a un evento realmente accaduto, quando nel febbraio del 1993, a Štrpci, in Bosnia Erzegovina, vicino al confine con la Serbia un treno fu fermato dai paramilitari serbi con l’intento di individuare i passeggeri con nomi musulmani. Tra chi era a bordo, solo un uomo di nazionalità croata, Tomislav Buzov, ufficiale in pensione dell’Esercito popolare jugoslavo (JNA) – ebbe il coraggio di sacrificarsi per essersi opposto al rapimento dei passeggeri bosgnacchi.: anche se il riferimento è a una guerra terminata trent’anni fa, il film di Nebojša Slijepčević suona sinistramente attuale ed è un invito a tutti a fare la propria piccola parte contro le ingiustizie.
Premio Sound, assegnato al cortometraggio che si distingue per un uso particolarmente originale
ed espressivo del suono -sia esso musica, parola o rumore – proposto in collaborazione con RCF, è
andato a
Jour de vent di Chailloux, Kim Crespin, Golfouse, Lab, Taillez e Truding (Francia)
Premio FEDIC a
Il mondo a parte di Mauro Vecchi

per la capacità di affrontare in modo asciutto e allo stesso tempo coinvolgente un tema delicato di grande importanza.
Premio Alessandra Mizzi, deciso dall’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer ad
A casa Amarela di Adriel Nizer (Brasile)

Di questo cortometraggio abbiamo apprezzato la bellezza delle immagini e dei personaggi, dipinti in modo realistico e umano, ma ci teniamo a premiare soprattutto il messaggio che veicola:
ci racconta che la gestione di una persona con demenza può non essere solo un fatto privato, della sua famiglia, ma, al contrario, riguardare tutti i componenti di una comunità. Questo corto ci parla della possibilità di sensibilizzare e costruire una società attenta, che conosce la malattia e quando la incontra non ne ha né paura, né vergogna, può nominarla e sa prendersene cura, anche per poco tempo, anche solo per dare una mano a ritrovare la strada di casa. Una comunità resposabile, composta da “caregiver temporanei”, come ci è piaciuto chiamarli, può essere un gran sostegno per le famiglie che hanno in carico una persona con demenza e questo corto ci proietta in un futuro che ci auguriamo possa un giorno essere realtà.
Ci dice come chiunque di noi possa fare la differenza.
Premio UNIMORE, assegnato da una giuria composta da studenti del Dipartimento di
Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia a
Don’t leave home di David Japaridze (Georgia)

Il cortometraggio Don’t Leave Home colpisce per la grande forza emotiva, grazie al contrasto tra calma quotidiana e tragedia. Il tema del proibito emerge nel momento in cui vengono imposti limiti legali e geopolitici, ma anche familiari e sociali. In una situazione di privazione e ingiustizia, emerge un gesto coraggioso per abbattere ogni confine.
menzione speciale a
The man who could not remain silent di Nebojša Slijepčević (Croazia-Francia)
Il cortometraggio L’uomo che non poteva rimanere in silenzio rappresenta dinamiche vissute sotto i governi autoritari. Tratto da una storia vera, con un modo quasi documentario, appare chiaro ed efficace nella sua narrazione. Ci dice che è nostro compito avere coraggio, perché forse i prossimi ad avere bisogno d’aiuto potremmo essere noi.
Il Premio USAC, assegnato da una giuria composta da studenti americani che seguono il corso USAC (University Studies Abroad Consortium) di Reggio Emilia, va a
The man who could not remain silent di Nebojša Slijepčević (Croazia-Francia)

Il cortometraggio merita il primo posto perché è coinvolgente e ricco di suspense, oltre a evocare emozioni intense. È un film straordinario che utilizza la cinematografia e i dialoghi per offrire un’esperienza narrativa unica. Gli attori sono stati molto bravi nel trasmettere i monologhi interiori dei loro personaggi, contribuendo a costruire la tensione del film. Hanno usato le espressioni facciali per rappresentare paura, tensione, sollievo e molte altre emozioni. È interessante notare che il film si concentra principalmente sull’uomo che ha scelto di restare in silenzio, mentre colui che decide di parlare rimane un personaggio silenzioso sullo sfondo per gran parte del film. Questo cortometraggio affronta temi profondamente importanti e personali del mondo, offrendo al contempo al pubblico momenti di suspense e grande intensità.
menzione a
Love me, hold me, always di Hardly Speight (UK).
Premio Chierici, assegnato da una giuria composta da studenti del Liceo Artistico Statale “Gaetano
Chierici” a
Don’t leave home di David Japaridze (Georgia),

con menzioni a Jour de vent di Chailloux, Kim Crespin, Golfouse, Lab, Taillez e Truding (Francia) e a Storytelling di Nils Hedinger (Svizzera),
Premio Leonardo assegnato da una giuria composta da studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado “Leonardo da Vinci” di Reggio Emilia
Storytelling di Nils Hedinger (Svizzera)

racconta la storia del mondo in pochi minuti. Ma è divertente il modo in cui la Storia viene raccontata, anche con le sue falsità e i suoi punti di vista parziali.
con menzioni a Jour de vent di Chailloux, Kim Crespin, Golfouse, Lab, Taillez e Truding (Francia) e a I hate Helen di Katie Lambert (UK)
Premio Aosta, assegnato da una giuria composta da studenti della Scuola
Secondaria di Primo Grado “Amedeo Savoia Aosta” di Reggio Emilia è andato a
I hate Helen di Katie Lambert (UK)

Cortometraggi partecipanti a Proibito?, concorso pubblico aperto ai giovani videomaker promosso
dal Servizio Officina Educativa – Ufficio partecipazione giovanile e benessere del Comune di
Reggio Emilia
la giuria composta da Claudia Mosconi, Alessandro Scillitani, Manila Ferrari e Ilaria Ghirardini ha assegnato i seguenti premi:
primo premio a
Qualcosa di nuovo di Riccardo Vasirani

per la tematica originale e la capacità di affrontare la tematica dell’ dell’invecchiamento con un approccio
innovativo e ironico
secondo premio a
Fractured di Matteo Manicardi
per la qualità tecnica e per aver affrontato il tema della monotonia e ribellione alla routine e alle regole
terzo premio a
La Pena di Collettivo Frame
per la qualità della scrittura, della recitazione e della fotografia
menzione speciale a
Tabuita di Giorgia Fiorito e Francesco Marinelli
per l’originalità dell’idea e della realizzazione
la giuria UNIMORE, dopo un laboratorio di visione critica dei cortometraggi e scrittura di recensioni, propone i seguenti premi:
Primo premio per
Proibito di Karen Ilardo

Il corto riflette su una società che controlla il corpo delle donne, quando non rimane nessuna possibilità di scelta. Ma chi censura in realtà ha solo paura.
menzione a
In dieci foto di Riccardo Zanon
Un corto sensibile, che dimostra come non serve parlare per significare, immaginando i colori della vita al di là dei divieti.
Premi assegnati dalla Giuria Internazionale Family Shorts
Sunčana Brkulj, Monica Martinelli, Rosy Nardone
Premio Giuria Internazionale Family Shorts
Autokar di Sylwia Szkiłądź (Belgio, Francia).

Motivazione: «Autokar è un’opera che esplora il tema dell’immigrazione infantile attraverso gli occhi di Agata, una bambina polacca che si trasferisce in Belgio, trasformando la sua esperienza in un viaggio immaginativo e di iniziazione. Con un’estetica delicata, originale e mai banale, il film ci immerge nella prospettiva di Agata, nel suo sguardo sulla realtà e sulle emozioni che attraversa in tante sfumature e dimensioni in cui, l’immaginazione ha un ruolo fondamentale nel trasformare il tema migratorio in un’esperienza di crescita. La scelta narrativa di una tematica così attuale e complessa propone allo spettatore una nuova prospettiva, presentando, in maniera brillante e ben riuscita, un mix perfetto di fantasia creativa e crudo realismo.».
Menzioni speciali
Marie di Jan B. Piskač (Repubblica Ceca)

Le tunnel de la nuit di Annechien Strouven (Belgio, Francia, Paesi Bassi)

Premi assegnati dalla Giuria Scuola Family Shorts
formata dagli alunni delle classi quinte delle scuole primarie A. Negri, A. Bergonzi e G. Pascoli, dell‘Istituto Comprensivo Alessandro Manzoni di Reggio Emilia
Premio Giuria Scuola Family Shorts
La Légende du colibri / The legend of the Hummingbird di Morgan Devos (Francia)

Motivazione: «Ha delle animazioni molto belle e sono stati messi in risalto i dettagli durante le azioni dei personaggi. Le espressioni degli animali sono chiare e leggibili esono state rispettate tutte le loro caratteristiche. I colori utilizzati per raccontare il susseguirsi delle situazioni rispecchiano la drammaticità del tema trattato. I temi trattati sono di attualità e ci hanno fatto riflettere sul rispetto dell’ambiente, l’aiuto reciproco, il superamento delle differenze di fronte alle necessità, il mettersi a disposizione per aiutare gli altri. La chiave di lettura è adatta a tutte le età.».
Premio Speciale Giuria Scuola Family Shorts sulla Cittadinanza consapevole
Bobel’s Kitchen di Fiona Rolland (Belgio)

Motivazione: «Per la dolcezza delle immagini, la comprensione della storia nella sua semplicità e chiarezza, e per il tema del pregiudizio che si affronta nel corto. Il fungo velenoso ma gentile e premuroso si mette a disposizione degli abitanti del suo villaggio trasformandosi in un cuoco perfetto regalando gioia e sorriso attraverso i suoi dolci, dimostrando quanto i pregiudizi e gli stereotipi sono il vero veleno della nostra società. Grazie agli autori per averci mostrato un aspetto importante della nostra cittadinanza globale consapevole.».
Premio Giuria Popolare Family Shorts
Eyes di Nam Hyokyoung, Choi Yoojae (Corea del sud).

Menzione speciale Family Shorts di staff
Les Bottes de la nuit di Pierre-Luc Granjon (Francia).
